Archivio Epistolare · Fondo Scientifico · 1885

Lettera di Giuseppe Mercalli

Monza, 8 Gennaio 1885 — Alla Gentilissima Signora Principessa

Basalto nerastro Robustezza, gravità
Trachite grigia Chiarezza, distinzione
Granito roseo Delicatezza, variabilità
Trachite verdognola Naturalezza, specificità

Questa lettera, datata Monza 8 Gennaio 1885, rappresenta un eccellente esempio di corrispondenza scientifica di fine Ottocento. Il testo si rivolge alla «Gentilissima Signora Principessa» con l'intento di chiarire le differenze tra basalti e trachiti, analizzando composizione mineralogica, proprietà cromatiche e struttura. L'autore dimostra non solo una profonda conoscenza scientifica, ma anche una notevole abilità didattica, semplificando concetti complessi per un destinatario colto ma non necessariamente specialista. Il tono è deferente e cortese, pur mantenendo un'autorità scientifica inequivocabile.

Interesse scientifico 94%
Rispetto 88%
Chiarezza espositiva 85%
Diligenza 80%
Autorità scientifica 76%
Incertezza (Montefiascone) 28%
Petrografico
Informativo
Formale
Comparativo
Didattico
Cortese
Geologia Mercalli Basalto Trachite Rocce vulcaniche Mineralogia Ottocento Epistola Scienza Geochimica Petrografia Vulcanologia Colori roccia Materiali
Sol profondo · Basalto 98 Hz
Do · Trachite 261 Hz
La grave · Granito 110 Hz
Mi · Verdognolo 330 Hz

Kandinsky, Über das Geistige in der Kunst (1911) · Scriabin, Prometheus (1910)

Carta 1 c. 1
Carta 2 c. 2
Carta 3 c. 3
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Lettera autografa di Giuseppe Mercalli (1850–1914) alla Signora Principessa.
Monza, 8 Gennaio 1885. Inchiostro viola su carta vergata. 3 carte, recto.

Monza 8 Gennajo 1885 — Gentilissima Signora Principessa, eccomi alla differenza che passa tra i basalti e le trachiti. Tanto i basalti come le trachiti sono rocce eruttate da vulcani recenti, attivi, spenti da poco tempo.

I costituenti essenziali dei basalti sono l'angite, il feldspato plagioclasio, la magnetite, l'olivina. Le trachiti invece sono rocce formate essenzialmente da feldspato ortose. Di solito i cristalli grossi sono di sanidina (varietà di ortose vitreo). Solo come elementi accessori le trachiti spesso contengono l'angite, il mica, la sodalite ecc.

Siccome i componenti delle trachiti e dei basalti sono tutti silicati (eccettuato la sola magnetite), analizzando chimicamente tanto le trachiti che i basalti, si trova silice (acido silico), allumina, ossidi di ferro, di calcio, di magnesio, di sodio, di potassio. Ma le trachiti contengono sempre più acido silico e meno ossido di ferro dei basalti.

Per esempio la trachite di Cuma (Campi Flegrei) contiene 61,23% di silice e 4,55% di ossidi di ferro; invece il basalto di Motta Sant'Anastasia (presso l'Etna) contiene 47,63% di silice e 13,35% di ossidi di ferro.

I basalti differiscono dalle trachiti anche per il colore e la struttura. I primi sono sempre di color nerastro, o grigio bruno, di struttura compatta. Le trachiti invece hanno sempre colori chiari, grigio, roseo, verdognolo ecc. Di solito sono finemente porose ed aspre al tatto.

Del resto i basalti e le trachiti non rappresentano due sole rocce ma due famiglie di rocce, molto numerose. La trachite si chiama liparite o trachite quarzifera se contiene quarzo libero; fonolite se contiene nefelina; andesite se il feldspato ortose è sostituito in gran parte da feldspato triclino e plagioclasio; leucitrachite se la pasta è trachitica ma contiene disseminate leucite. Quest'ultima varietà credo sia una specialità dei Colli Cimini.

I basalti propriamente detti sono quelli così compatti ed omogenei che i loro elementi rimangono indistinti al microscopio. Le doleriti e le mimositi sono quelli i cui elementi appaiono distinti alla lente od al microscopio. Molte volte il feldspato plagioclasio del basalto è sostituito totalmente o quasi dalla nefelina ovvero dalla leucite — e si hanno i basalti nefelinici ed i basalti leucitici o leucititi o leucitofiri.

Le lave del Vesuvio sono leucitofiri costituiti da leucite e angite in quantità press'a poco uguale (più del 70% tra tutte e due) con un poco di olivina e di magnetite sempre, e spesso anche feldspato plagioclasio, sanidino, nefelina, mica, sodalite.

Le leucititi dei Cimini sono naturali e differenti da quelle del Vesuvio, per il grande sviluppo dei loro cristalli macroscopici di leucite, perciò si chiamano leucitofiri porfiroidi.

Ella mi domanda perché dai crateri di Bolsena vennero alla luce basalti e da quelli Cimini trachiti e leucitofiri? Non posso risponderLe altro se non che il focolare vulcanico dei Cimini poté disporre d'una quantità più grande di silice, e perciò formò delle trachiti invece di basalti.

Finisco, per avere spazio di dirLe una parola della pietra mandatavi per pacco postale. Essa è un granito poco differente dal granito roseo di Baveno. Questo granito non si conosce in posto in Basilicata; si sa però che esiste in ciottoli in alcuni conglomerati miocenici.

Spero di avere il piacere di avere da lei altre interrogazioni e quesiti, ai quali cercherò di rispondere con maggior premura. Aggradisca intanto per Lei e per il Signor Principe i distinti ed affettuosi saluti del suo affez. Dev. G. Mercalli

Leucite · c. 1
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Leucite
Leucite · campione 1

Cristallo dalla geometria regolare nato nella calma del magma. L'ordine che sboccia nel buio: la leucite è la geometria che ha saputo aspettare. Mentre intorno tutto ribolliva, lei si è cristallizzata con calma, costruendo facce precise e luminose.

Formula KAlSi₂O₆
Sistema Tetragonale (pseudocubico)
Colore Bianco, grigio chiaro
Occorrenza Lave Vesuvio, Colli Cimini

«Le leucititi dei Cimini sono naturali e differenti da quelle del Vesuvio, per il grande sviluppo dei loro cristalli macroscopici di leucite.»

— G. MERCALLI, 8.I.1885

Leucite
Leucite · campione 2

È la perfezione silenziosa che emerge dalla tempesta, un piccolo miracolo di simmetria nel cuore del magma. Questo secondo campione mostra variazioni morfologiche rispetto al primo, rivelando la ricchezza espressiva del minerale.

Durezza 5.5–6 (Mohs)
Lucentezza Vitrea
Densità 2.45–2.50 g/cm³
Sfaldatura Indistinta
Nefelina
Nefelina · campione unico

Cristallo etereo che alterna trasparenza e velatura. L'inganno gentile della trasparenza: la nefelina sembra limpida ma si vela al contatto, come una nuvola che si nasconde. È fragile e sfuggente, un cristallo che racconta la delicatezza nascosta nella roccia.

Formula NaAlSiO₄
Sistema Esagonale
Colore Incolore, grigio, verdastro
Durezza 5.5–6 (Mohs)
Occorrenza Fonoliti, basalti alcalini

«La fonolite se contiene nefelina non solo accidentalmente nelle geodi ma proprio nella pasta della roccia.»

— G. MERCALLI, 8.I.1885